CHE COS'E' IL CHERATOCONO ?
Questo termine è
formato da due parole greche: KERATO=CORNEA e dalla parola KONOS=CONO.
cheratocono=cornea conica, è una condizione nella quale la cornea
ha perso la sua forma sferica normale e presenta una deformazione a forma
di cono che compromette la nitidezza della visione. Questa malattia della
cornea è progressiva, generalmente lenta, e può fermarsi
ad uno dei quattro stadi che viene abitualmente classificata.
Quando il cheratocono progredisce,la cornea si deforma e in prossimità
del rigonfiamento si assottiglia,diventando irregolare può portare
alla formazione di piccole pieghe e di cicatrici in seguito.
Non è una malattia molto comune, ma nemmeno rara, colpisce generalmente
soggetti giovani in pubertà e sino ai 20 anni di età. Solitamente
il primo occhio ad essere colpito subisce una evoluzione più veloce,
registrando un difetto visivo maggiore, l'altro occhio può anche
non presentare un cheratocono con la stessa evoluzione restando ad uno
stadio inferiore.
Sono state attribuite diverse cause all'insorgenza di questa malattia:
Molti ricercatori riferiscono che le cause possono essere di origine ereditaria
o genetica evidenziando l'alterazione di alcune fibre che compongono il
tessuto della cornea.
A queste si uniscono cause derivanti da alterazioni metaboliche dell'organismo
che alterano il tessuto corneale, tipo vitaminiche, endocrine, ect.
Il metodo più sicuro per la diagnosi del cheratocono è
la TOPOGRAFIA CORNEALE . (vedi figura a destra) E' un
metodo non invasivo che consiste nella proiezione di anelli luminosi sulla
cornea analizzandone l'immagine riflessa con il computer in modo da avere
una specie di mappa della cornea.
SINTOMI DEL CHERATOCONO
Il primo sintomo dell'insorgenza del cheratocono è quello visivo,
infatti il paziente lamenta una riduzione della qualità dell'immagine
che ad un primo controllo rileva un ASTIGMATISMO MIOPICO
anche di lieve entità
La correzzione del cheratocono avviene nei primi stadi con l'usilio classico
dell'occhiale che subisce delle modifiche al progredire del cheratocono.
Nel capitolo sui vizi refrattivi viene descritto l'astigmatismo come una
deformazione regolare della cornea similmente a quella che un pallone
da calcio deve subire per diventare un pallone da regby.
Nel cheratocono la deformazione può divenire imprevedibile al punto
da rendere impossibile una visione soddisfacente con gli occhiali: ci
vuole qualcosa che controlli più da vicino l'evoluzione della malattia,
si ricorre alle lenti a contatto!!
La lente a contatto RIGIDA o GASPERMEABILE SEMIRIGIDA è la soluzione
ottimale per garantire al soggetto affetto da cheratocono, ad uno stadio
medio evoluto, una visione nitida priva di distorsioni indotte dalla lente
astigmatica, necessaria per compensare l'astigmatismo provocato dalla
distorsione corneale.
Prima dell'avvento dei topografi corneali si basava l'applicazione delle
lenti su formule ricavate dalla approssimazione della forma della cornea
generata da studi su vari modelli di calcolo.
La regola comunque comune, era quella di creare una pressione sull'apice
del cono per regolarizzalo.
Il contattologo, una volta definita l'applicazione , aveva come metodo
di controllo per l'evoluzione del cono la sola immagine fluoresceinica
, che spiegava come la lente appoggiasse sulla cornea e confrontandola
con l'appoggio precedente.
La fluoresceina è una sostanza che viene impiegata in contattologia
per verificare dove la lente tocca la cornea e dove la lente fa ristagnare
la lacrima tra lente e cornea.
Questa sostanza colora di verde la lacrima, con l'ausilio di una speciale
lampada ad ultra-violetti si illumina l'occhio, così la lacrima
imprigionata tra occhio e lente diventa fluorescente, mentre dove la lente
tocca, perciò non c'è ristagno di lacrima ,si presenta scura.
In effetti si deve evitare che la lente si muova troppo perchè
rischerebbe di creare abrasioni corneali pericolose per l'incolumità
della cornea, propio dove è più sottile sull'apice del cono.
Con i moderni topografi corneli è possibile creare un protocollo
di controllo tale da garantire sempre una fedele riproduzione del pavimento
corneale, questo aiuta molto l'applicatore perchè può prevenire
e così provvedere alla sotituzione della lente se necessario. Infatti
la lente a contatto deve sempre essere sostituita quando l'applicatore
oserva una variazione sia dell'appoggio corneale sia quando nota con il
topografo una variazione di curvatura della cornea.
Il paziente a sua volta può avvertire alcuni sintomi quali senso
di corpo estraneo, fotofobia, dolore al bulbo, avvertire che la lente
si muove troppo oppure che esce spontaneamente ai movimenti oculari, visione
non nitida o distorta.
Attualmente la ricerca su nuove tecnologie di costruzione di lenti a contatto
ha fatto un grande passo avanti grazie appunto all'aiuto dei topografi
. Si è infatti potuto portare un innovazione alla ricerca di geometrie
della superfice posteriore della lente, quella che appoggia sulla cornea,
per rendere confortevole il porto della lente. Non dobbiamo dimenticarci
che c'è sempre un periodo di adattamento che varia da soggetto
a soggetto e che deve essere supportato sempre da UNA GRANDE MOTIVAZIONE
DEL PAZIENTE. l'importante è anche l'assistenza che il contattologo
deve prestare come garanzia alla integrità della salute del paziente
e il paziente deve seguire scrupolosamente le indicazioni del contattologo.
Questo riduce i rischi di patologie che possono compromettere il porto
delle lenti a contatto, e per chi è affetto da cheratocono può
essere estremamente debilitante.
Si può suggerire ,infine, di avvalersi sempre di professionisti
del settore per l'applicazione e i controlli delle lenti a contatto ,
sia di avvalersi di medici oculisti per la competenza medica richiesta
nel controllo del cheratocono.
Non si deve dimenticare, infatti, che negli stadi avanzati non e' più
possibile l'impiego della lente a contatto e diventa opportuno programmare
un TRAPIANTO DI CORNEA....
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